Giunone è una divinità della mitologia romana, legata al ciclo lunare dei primitivi popoli italici. Era l'antica divinità del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare, la quale assunse, in seguito, le funzioni di protettrice dello Stato: dagli antichi Romani, infatti, fu gradualmente sovrapposta ad Era della mitologia greca, divenendo la moglie di Giove, quindi la più importante divinità femminile. Era anche la protettrice degli animali, in particolare era a lei sacro il pavone. In suo onore erano stati eretti templi, nei quali veniva venerata come Moneta ("colei che ammonisce"), ed in questo ruolo si sarebbe distinta salvando i romani durante l'assalto portato dai Galli. Giunone Lucina proteggeva le nascite ed i bambini: in suo onore venivano celebrate le Matronalia e le feste Caprotine il 7 luglio.[1] Si narra che Giunone fosse nemica giurata dei Troiani per tre motivi Due mitici: 1. Il torto subito da Paride perché aveva dato la mela della bellezza a Venere anziché a lei. 2. Il rapimento di Ganimede da parte di Giove che ne fece il suo amante e il coppiere degli dei. Uno storico: 3. La profezia che si racconta nell' Eneide, secondo la quale la sua città prediletta sarà distrutta dai discendenti di Troia e quindi i Romani.
modifica Giunone nell'arte
- ^ "Dizionario dei miti", di Gabriella D'Anna, ediz. Newton&Compton, Roma, 1996 (alla pag.65 - voce "Giunone")
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