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David Émile Durkheim (Épinal, 15 aprile 1858 – Parigi, 15 novembre 1917) è stato un sociologo e antropologo francese. La sua opera è stata cruciale nella formazione della sociologia e dell'antropologia. Durkheim si richiama all'opera di Auguste Comte (sebbene consideri alcune idee comtiane eccessivamente vaghe e speculative), e può considerarsi, con Karl Marx, Vilfredo Pareto, Max Weber e Herbert Spencer, uno dei fondatori della moderna sociologia. È anche il fondatore della prima rivista dedicata alle scienze sociali, l'Année Sociologique.
modifica BiografiaNasce in una famiglia modesta ma erudita di ebrei praticanti e, anche a causa delle responsabilità derivategli dalla morte del padre, rabbino, avvenuta quando lui non era ancora ventenne, sviluppa un carattere impegnato e severo e la convinzione che al progresso intellettuale gli sforzi e le sofferenze contribuiscano più delle situazioni piacevoli. L'esperienza di vita di Durkeim è fortemente condizionata dalla sconfitta della Francia contro la Prussia e gli altri stati tedeschi (guerra dal 1870-71), infatti a seguito di questa l'Alsazia, terra di origine dei Durkheim, passò alla Germania. A seguito di ciò il padre di Emile, per non divenire suddito germanico, si trasferì a Parigi. Fu qui che il futuro sociologo iniziò i suoi studi. I suoi successi scolastici gli consentono di accedere all'École Normale Supérieure, dove studia filosofia. In questo periodo conosce Jean Jaurès, futuro leader del Partito Socialista Francese, come lui mosso da principi etici rivolti ai problemi della società. Nel 1882 consegue l'Agrégation de philosophie e fino al 1887 insegna in scuole secondarie di Sens, Saint Quenti e Troyes. Ottiene quindi un insegnamento all'Università di Bordeaux dove diventa professore di filosofia sociale e rimane fino al 1902. Successivamente passa alla Sorbonne, dove diventa ordinario nel 1906 e dove si occupa con grande impegno di iniziative volte al miglioramento degli insegnamenti. Lo scoppio della prima guerra mondiale, la morte del suo unico figlio sul fronte balcanico e le accuse dei nazionalisti, che gli rinfacciano di essere di estrazione tedesca e di insegnare una disciplina straniera, abbattono il sociologo e lo gettano in un grave stato emotivo, preludio di un ictus che ne causa la morte nel 1917. modifica RicercheSecondo Durkheim, per diventare scientifica la sociologia deve studiare i fatti sociali, ovvero quegli aspetti della vita quotidiana (e sociale, per l'appunto) che influenzano le azioni degli individui proprio con gli stessi metodi con cui si studiano i fenomeni scientifici. Durkheim è infatti convinto che la realtà sociale possa essere adeguatamente interpretata soltanto se si è capaci di uscire dal recinto della speculazione teorica per immergersi nell'indagine empirica. Durkheim studiò a fondo la religione. Il sociologo, inoltre, deve liberarsi dei suoi preconcetti e studiare i fatti sociali come un osservatore esterno. Durkheim è convinto che la sociologia abbia una funzione concreta di diagnosi e cura dei mali della società, proponendo soluzioni per la "guarigione" analogamente a quanto avviene da parte della medicina per la cura delle malattie. Coniato come motto del proprio approccio il principio: "Studia i fatti sociali come cose!", egli presta attenzione allo studio rigoroso degli oggetti e di qualunque evento della società. Durkheim considera i valori e i costumi come un tessuto connettivo per la società. Determinante è a questo proposito il suo influsso nella ricerca della storia delle religioni: individuò infatti negli elementi del religioso l'espressione della volontà sociale, che si concretizza nel concetto di sacro (inteso come "separato" dalla realtà che gli si oppone, il profano). Durkheim, a partire da questi presupposti, arriverà a definire la religione come "quel sistema di credenza e pratiche relative a cose sacre che uniscono in una comunità sociale coloro che vi aderiscono". Durkheim introdusse il termine "coscienza collettiva" per indicare l'insieme delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri di una società. Per quanto riguarda gli studi sull'economia, egli analizza soprattutto la divisione del lavoro, ovvero il farsi strada di differenze sempre più complesse e influenti tra le varie posizioni occupazionali. Pian piano, il lavoro viene considerato da Durkheim come il principale fondamento della coesione sociale, ancora prima della religione. Inoltre, con la divisione delle attività, gli individui diventano sempre più dipendenti gli uni dagli altri, perché ognuno ha bisogno di beni forniti da coloro che svolgono un lavoro diverso dal proprio. Secondo Durkheim, la divisione del lavoro prende gradualmente il posto della religione come principale fondamento della coesione sociale. modifica Lo studio del suicidioUno degli studi più famosi di Durkheim riguarda il suicidio: pur sembrando in apparenza un atto soggettivo, imputabile a incurabile infelicità personale, Durkheim mostra come ci possano essere dei fattori sociali che esercitano un'influenza determinante al riguardo, soprattutto ciò che egli chiama anomia, rottura degli equilibri della società e sconvolgimento dei suoi valori. Durkheim scarta le spiegazioni del suicidio di tipo psicologico; ammette che vi possa essere una predisposizione psicologica di certi individui al suicidio, ma la forza che determina il suicidio non è psicologica, bensì sociale. Elenca i modi di suicidio in tre tipi:
La corrente suicidogena come Durkheim l'ha chiamata, presuppone anche un coefficiente di preservazione, cioè delle condizioni soggettive che diminuiscono o aumentano la probabilità del suicidio. Per esempio, Durkheim ha notato che i cattolici hanno un coefficiente di preservazione maggiore rispetto ai protestanti (in pratica si suicidano di meno) e che le donne sposate hanno un coefficiente di preservazione più alto rispetto alle nubili; tuttavia, in questo caso, superata una certa età, il coefficiente di preservazione si tramuta nell'opposto, divenendo così coefficiente di aggravamento, in quanto le donne di età avanzata non sono più soddisfatte dall'avere un marito, quanto dall'avere dei figli. Pur se oggetto di varie confutazioni, anche da parte dei suoi continuatori come il nipote Marcel Mauss e Claude Lévi-Strauss, Durkheim ha segnato una tappa fondamentale all'interno del panorama della sociologia contemporanea. modifica Opere
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